Riflessologia Plantare
Il benessere inizia dai piedi..
Efficace in caso di: ciclo mestruale irregolare, mal di testa, dolori reumatici, mal di schiena,allergie, disfunzioni renali, cistite, stitichezza, insonnia, ritenzione idrica, caviglie e ginocchia gonfie, pressione alta, cervicale infiammata, stitichezza, pancia gonfia, reflusso gastroesofageo, ernia iatale,.
Frequenza dei trattamenti: 1 o 2 a settimana.
Modalità di svolgimento: il ricevente è semi-sdraiato sul lettino da massaggio, vestito con abiti comodi, mentre l’operatore è seduto in fondo al lettino e lavora, premendo i vari punti sul piede.
I piedi sono il nostro contatto con la terra..
La riflessologia plantare è una tecnica olistica di trattamento del piede, utilizzata come metodica valutativa e di riequilibrio, in quanto aiuta l’organismo a funzionare in modo corretto sulla base di una valutazione energetico-funzionale globale, in cui vengono presi in considerazione nel loro insieme gli aspetti fisici, psichici ed energetici della persona.
Le sue origini sono molto antiche, ci sono testimonianze risalenti addirittura alla civiltà egizia (i disegni di una tomba di un medico a Soqquara mostrano una tecnica simile alla moderna riflessologia), a quella mesopotamica e fra le popolazioni del bacino del Mediterraneo.
In Cina e in India già 5000 mila fa si insegnava il massaggio del piede come pratica per la salute ed il benessere psicofisico. Anche la medicina dei nativi americani conserva simili forme di massaggio, soprattutto in funzione antidolorifica.
La riflessologia moderna in Occidente si è sviluppata grazie al contributo del medico statunitense W.Fitzgerarld, il quale sosteneva che esercitando forti pressioni in certe zone del corpo si ottenevano effetti anestetici. Dalla collaborazione con il dott. Bowers nacque la pubblicazione del volume Zone Therapy (1917), laddove si precisava l’idea di base della suddivisione del corpo in dieci zone riflesse, cinque relative al lato sinistro e cinque sul lato destro.
Questi studi vennero poi approfonditi da E. Ingham, la quale può essere considerata la madre della moderna riflessologia. Fu la prima a mappare gli organi sulla mappa del piede, scoprendo che questi risultavano ancora più sensibili delle mani e permettevano di agire contestualmente sulla circolazione sanguigna e su quella linfatica, agendo anche sul sistema nervoso, endocrino e immunitario.
Successivamente la riflessologia fu introdotta in Inghilterra da D.Bayley e in Germania da H. Marquardt (entrambe allieve della Ingham), poi negli altri Paesi europei. In Italia la riflessologia è arrivata alla fine degli anni 70 con Elipio Zamboni (allievo della Marquardt) e Marco Lo Russo (fondatore dell’Istituto di Riflessologia di Firenze).
La riflessologia non è semplicemente un massaggio ma un vero e proprio trattamento, che si basa, avvalendosi di tecniche specifiche, sullo studio della fisiologia umana e dei meridiani energetici applicati alle mappe riflesse.
Nel corso di una seduta di riflessologia si esercitano delle pressioni ritmiche più o meno intense sulle zone del piede, corrispondenti alla mappa dei punti riflessi. Lungo il corpo ci sono dei canali energetici che corrono in senso longitudinale e ogni organo, ghiandola e muscolo sono collegati da una rete di nervi fino ad un piccolo punto terminale sul piede.
Quando la circolazione sanguigna nel piede diminuisce per l’uso delle scarpe e per mancanza d’esercizio o per malattia, alle terminazioni nervose si formano dei depositi di tossine in forma di cristalli. Questi alterano le correnti energetiche, riducendo l’energia vitale dell’organismo.
Con la compressione profonda sottocutanea del piede per mezzo del trattamento, i cristalli si rompono e viene stimolata la vitalità e l’equilibrio delle funzioni corporee fino alla scomparsa del disturbo.
La pressione applicata ad una terminazione nervosa costituisce uno stimolo. Questo stimolo mette in moto un impulso elettrochimico nervoso, che formula un messaggio, il quale per mezzo dei neuroni afferenti, passa dal ganglio (insieme di cellule nervose e fibre che costituiscono un centro nervoso indipendente, che si trova nella parte esterna del midollo spinale e del cervello) ad un organo specifico, che risponderà allo stimolo. Su ogni piede esistono circa 7.000 terminali nervosi che sono collegati con il cervello e con quella parte del cervello che controlla il funzionamento dei vari organi e sistemi. Quando si esegue il trattamento sulla zona riflessa si invierà l’input al cervello, che deciderà a sua volta che tipo di impulso inviare per ripristinare una corretta funzionalità.
La mappa zonale presenta la divisione del piede in 4 porzioni, risultanti da 3 linee orizzontali:
la prima linea riflette la regione della cintura scapolare: le dita corrispondono alla testa, quindi orecchio, occhio e ipofisi;
la seconda linea localizza la regione costale all’altezza della linea sopraombelicale;
la terza linea, invece, la regione del bacino e del cingolo pelvico.
La stimolazione dei punti riflessi consente l’individuazione ed il trattamento di situazioni di disequilibrio negli organi corrispondenti. In particolare vengono stimolati il sistema circolatorio, linfatico, immunitario, nervoso e gli apparati, ristabilendo un equilibrio profondo.
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